salvini contro la legalizzazione della cannabis

Il ministro dell’interno e leader della Lega Matteo Salvini, intervenuto ai microfoni della trasmissione Matrix di Radio 105, ribadisce la sua posizione sul tema della cannabis: “Non distinguo tra pesanti e leggere”.

 

Il leader della Lega Matteo Salvini, oggi vicepremier del governo del cambiamento Legastellato, torna a parlare della legalizzazione della cannabis e della sua personale visione sul tema, confermando la sua linea dura. Da quando nella sua amata Milano si è insediato il tavolo tecnico che darà il via alla sperimentazione della coltivazione di cannabis terapeutica nei parchi della città, i proibizionisti italiani si sono sentiti alle strette, consci che il vero cambiamento sta investendo inesorabilmente la cultura del nostro paese.

Proprio in questo scenario il leader della Lega, intervenuto ai microfoni della trasmissione Matrix di Radio 105, ha voluto ribadire la sua personale visione sul tema della cannabis: “E’ un fenomeno di cui si parla troppo poco, però ahimè sta aumentando a dismisura il consumo di droghe. Non distinguo tra pesanti e leggere”.

Matteo Salvini, un tempo fervente antiproibizionista favorevole alla legalizzazione della cannabis, ha ormai da tempo allineato il suo pensiero politico a quello del partito di cui oggi è leader, appoggiando una visione nettamente opposta a quella del suo recente passato. Come si possa arrivare a rivoluzionare così marcatamente il proprio pensiero è una questione ignota ai più, tuttavia, quella che fino a pochi anni fa era la posizione politica di un uomo “qualunque” oggi rischia di diventare quasi un ordine politico. Il rischio di trascinare nuovamente il paese negli anni della Fini-Giovanardi – legge del 2006 che fondava le sue ragioni proprio sul concetto di nessuna distinzione tra droghe leggere e pesanti – è molto concreto.

Fortunatamente l’Italia ha imparato molto da quella nefanda legge che trascinò per diversi anni l’intero paese nel Medioevo: la Fini-Giovanardi, che venne bocciata per incostituzionalità dalla Consulta nel 2014, non ottenne i risultati auspicati: trasformando di fatto gli spacciatori di cannabis in venditori di sostanze decisamente più pericolose, questo per via dell’assenza di distinzione tra droghe leggere e pesanti. Inoltre nel 2018 il nostro paese sembra ormai culturalmente maturo, pronto ad accettare definitivamente la cannabis per quello che è realmente: una risorsa in grado di rivoluzionare l’intero sistema economico e sociale del nostro paese.

I proibizionisti hanno ormai paura del cambiamento, una paura non dettata da reali preoccupazioni legate alla pericolosità della cannabis, ma dal fatto che la loro visione di come dovrebbe funzionare il mondo è ormai al capolinea.

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