Lo Stabilimento è pronto ad aprire 10 nuove serre per arrivare a produrre fino a 300 kg di marijuana l’anno. “Garantiremo la copertura del fabbisogno nazionale di cannabis”.

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è finalmente pronto a fare il grande passo. Dopo una lunga – ed estenuante – fase di sperimentazione infatti i militari che gestiscono lo stabilimento, gli unici ad oggi a poter legalmente produrre cannabis per scopi terapeutici nel nostro paese, hanno finalmente deciso di aumentare la loro produzione di marijuana, questo per andare incontro alla sempre più crescente domanda da parte dei pazienti.

Al momento all’interno dell’Istituto sono presenti due serre composte da 140 piante di marijuana ciascuna. La produzione sperimentale della “Cannabis di Stato” è partita nel 2015, grazie ad una legge regionale che risale al 2012, ed è in grado di garantire circa 100 kg di cannabis l’anno. Vista la sempre maggiore richiesta di prodotti farmaceutici a base di marijuana saranno presto pronte 10 nuove serre, in ognuna delle quali saranno coltivate circa 100 piante.

“Finora potevamo garantire un raccolto di circa 100 chili all’anno. Con le nuove serre possiamo arrivare a 300 chili all’anno, per una produzione praticamente continua, con raccolti ogni 75/80 giorni per ogni ciclo di coltivazione”, spiega il Colonnello Antonio Medica, Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

I farmaci a base di cannabis nel nostro paese sono sempre più richiesti, e vengono utilizzati – legalmente – come anti-dolorifici e antinfiammatori in diverse patologie quali Sla, sclerosi multipla, cancro e per stimolare l’appetito nei pazienti affetti da Aids, nonché in diverse patologie infantili. “In altri Paesi vengono utilizzati anche contro il morbo di Parkinson”, prosegue il Colonnello Medica, illustrando le possibilità di somministrazione del farmaco: “Come decotto da sorseggiare, via aerosol, attraverso speciali sigarette elettroniche o sotto forma di estratti di olio, con goccioline sotto la lingua”.

cannabis all'istituto farmaceutico militare di firenze

Nella regione Toscana, patria della sperimentazione, sono circa mille i pazienti che ad oggi hanno deciso di curarsi con la cannabis terapeutica, ed il dato è in crescita anche nelle altre regioni che hanno deciso di regolamentare e promuovere l’uso terapeutico della marijuana. L’aumento della produzione garantirà – secondo lo stabilimento – il fabbisogno nazionale, ed un approvvigionamento continuo e costante di cannabis “Made In Italy”, senza dunque dover ricorrere all’importazione dall’estero ( principalmente dall’Olanda e dal Canada), con un conseguente risparmio per le casse pubbliche.

 

Siamo orgogliosi di avere per primi legiferato, in Toscana, nel 2012, sull’uso terapeutico della cannabis. Oggi distribuiamo gratuitamente i farmaci ai pazienti che abbiano le prescrizioni dei due centri autorizzati, le aziende ospedaliero universitarie di Careggi a Firenze e di Pisa, e siamo la Regione che eroga il maggior numero di trattamenti in Italia con la cannabis, ha spiegato  l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, ospite presso le serre dello stabilimento durante l’open day organizzato nei giorni scorsi.

L’assessore alla Sanità ha inoltre dichiarato che presto sarà disponibile un centro di ascolto regionale che darà informazioni a cittadini e medici (al numero 800 880101) anche sui farmaci a base di cannabis. La Saccardi si è tuttavia schierata contro la legalizzazione della marijuana a scopi ricreativi dichiarando che “i tempi non sono ancora maturi”.

 
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