beatrice lorenzin contro la cannabis light

Secondo l’ex Ministro della Salute Beatrice Lorenzin l’attuale legge sulla canapa industriale non prevedeva la commercializzazione di prodotti a basso contenuto di Thc: ” era una norma fatta ad uso industriale e per la ricerca, poi ci si è infilato il business”

Beatrice Lorenzin non è più alla guida del Ministero della salute ed oggi ricopre il ruolo di deputato di opposizione nel gruppo misto, ma questo non l’ha portata a rinunciare alle sue battaglie.
Intervenuta ai microfoni di Legge o Giustizia, trasmissione in onda su Radio Cusano condotta da Matteo Torrioli, ha spiegato il suo punto di vista sulla cannabis light, paragonando il fenomeno con quanto già successe con l’esplosione del mercato delle sigarette elettroniche.

“Avevamo avuto una serie di segnalazioni, anche dai NAS, sul fatto che stavano spuntando come funghi negozi in Italia che vendevano e pubblicizzavano la vendita al dettaglio di cannabis light, sia per mangiarla che per fumarla. Per questo ho chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità che è il massimo organo consultivo scientifico che il Ministro ha a disposizione. La legge del 2016 non prevedeva la commercializzazione della canapa sativa con principio attivo tra lo 0,2% e lo 0,6% era una norma fatta ad uso industriale e per la ricerca. Chiesi esplicitamente se c’era il rischio di una commercializzazione al dettaglio e mi dissero di no. Poi ci si è infilato dentro un business. Ci si è mossi dando un’interpretazione non esatta della norma. Lo stesso accadde con la sigaretta elettronica. A pochi giorni dal mio insediamento affrontai la questione, con tanti negozi che aprivano senza una regolamentazione e senza sapere i rischi per la salute che si potevano correre. L’interpretazione non è quella del legislatore altrimenti avremmo saputo che stavamo legalizzando la cannabis light nel nostro Paese. Ci troviamo nelle strade dei negozi che hanno come insegna la foglia di marijuana, anche se l’attività commerciale non era autorizzata dalla legge. Questa cannabis non è né droga né tabacco. Il Consiglio Superiore di Sanità ha detto che queste sostanze, se assunte in modo non appropriato o assumendone quantità smodate, fanno male, specialmente per alcune categorie. Oggi qualsiasi ragazzino può consumare questa cannabis”.

Secondo l’ex Ministro della Salute tuttavia il vero problema  della cannabis light risiederebbe solo in parte nella sua pericolosità (tutta da dimostrare), il vero problema infatti sarebbe legato alle finalità politiche legate a questo nuovo business: secondo la Lorenzin infatti il mercato della cannabis light non è altro che un tentativo per sensibilizzare l’opinione pubblica ed aprire la strada alla legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo.

“Questo è un commercio che crea una cultura dell’uso della cannabis ad uso ricreativo. La cannabis light è l’anticamera per legalizzare un domani, la cannabis in generale. Paragone col Canada? Lì facessero quello che vogliono. Il nostro Paese deve tornare a dare messaggi positivi e non a favore dello sballo. Sono contraria a questi negozi. Se potessi scegliere direi che queste attività non ci dovrebbero stare. Ora bisogna almeno regolamentare questa attività. Io non sono per la demonizzazione della cannabis, del resto sono stata la persona che ha regolamentato l’uso della cannabis terapeutica”.

 

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