Il Consiglio regionale si spacca in due sul voto per la legalizzazione sperimentale della cannabis ad uso ludico e terapeutico. 23 i contrari, 19 i favorevoli. Peccato, c’eravamo quasi.

La Sardegna non sarà tra le regioni capofila nella sperimentazione della cannabis ad uso terapeutico e ricreativo. A sancirlo è stato il voto dell’Assemblea regionale che ha espresso il suo parere contrario alla proposta di candidare la regione alla sperimentazione della marijuana legale. Ago della bilancia –  che ha decretato la bocciatura –  è stato il PD, che durante la discussione ha chiesto che venisse eliminata la parte della proposta che regolamentava l’uso ludico della cannabis. Alla richiesta si sono opposti i promotori del progetto.

Il documento che illustrava la sperimentazione,presentato da Paolo Zedda, impegnava la giunta a candidare la Sardegna come regione all’avanguardia in Italia su un progetto pilota per la legalizzazione, coltivazione e regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati a fini ricreativi e terapeutici. “La sperimentazione – ha spiegato Zedda – sarebbe un passo in avanti contro il proibizionismo e gli affari della criminalità organizzata”.

I promotori del progetto non sono voluti scendere a compromessi e non hanno voluto eliminare dal testo la parte che riguardava l’uso ricreativo della marijuana. L’uso ludico deve restare. Legalizzare la cannabis per uso domestico – ha spiegato Paolo Zedda – è un fatto di civiltà: la sperimentazione avviata in tanti Paesi ha dimostrato che l’unica conseguenza è il depotenziamento della criminalità organizzata, non certo l’aumento del consumo”. Gli oppositori non hanno voluto sentire ragioni, e pur rimanendo favorevoli all’uso terapeutico della cannabis hanno deciso di bocciare la proposta. “Ci sono prove scientifiche dell’utilità della marijuana a fini terapeutici per quanto riguarda i trattamenti del dolore, come antiemetico nell’ambito della chemioterapia e per la spasticità di pazienti con la sclerosi multipla. Possiamo essere una Regione che vuole implementare la ricerca in questi tre ambiti, ho invece qualche perplessità per l’uso a fini ludici” ha spiegato Luigi Arru, assessore alla Sanità della regione Sardegna.

la canapa in italia

La bocciatura della della legalizzazione sperimentale della cannabis in Sardegna è una sconfitta per tutti, non solo per gli appassionati della marijuana. Per una regione che fa dell’agricoltura la sua punta di diamante ,che negli ultimi anni ha subito un forte arresto per via della forte crisi che la attanaglia, la coltivazione della cannabis sarebbe potuta esse un’ occasione unica per risollevare definitivamente il settore. Purtroppo chi si è opposto alla regolamentazione del mercato della marijuana non solo non ha capito gli enormi vantaggi della legalizzazione, ma ha fatto un grande favore alla criminalità locale e nazionale.

Tuttavia non tutto è perduto. I risultati della votazione dell’assemblea regionale dimostrano come la cannabis non sia più un tabù; una sconfitta di misura qualche anno fa sarebbe stata una mezza vittoria. Quello che manca al nostro paese per fare – definitivamente – il grande passo è una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della marijuana. Ancora troppe persone hanno una visione estremamente limitata sulla cannabis, e soltanto la corretta informazione può arginare questo problema e portare gli antiproibizionisti ad una schiacciante vittoria.

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