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Presentata la legge che regolamenta la legalizzazione della cannabis in Nuova Zelanda: età minima fissata a 20 anni e acquisto massimo di 14 grammi al giorno. Ma il consumo resta vietato nei luoghi pubblici e la vendita limitata ai negozi autorizzati.

 

I Neozelandesi vogliono dare il via ad una rivoluzione dirompente in grado di scardinare il vecchio paradigma proibizionista nel loro paese e vogliono farlo nel modo più democratico e civile possibile: con un Referendum.

Il Ministro della Giustizia del paese, Andrew Little, ha presentato il disegno di legge che prevede la legalizzazione della cannabis, un testo che presenta tutti i dettagli della regolamentazione della pianta  e che potrebbe diventare presto realtà.

Entro novembre 2020 infatti i cittadini della Nuova Zelanda saranno chiamati in causa per esprimere il loro parere favorevole o contrario sul tema della regolamentazione della cannabis, lo stesso giorno delle elezioni politiche, questo per cementare maggiormente la partecipazione degli aventi diritto al voto e quindi massimizzare l’affermazione delle loro scelte a riguardo.

I punti cardine del disegno di legge illustrato presenta il classico schema con cui siamo abituati a relazionarci, segno che la rivoluzione verde globale si stia man mano incardinando verso uno standard ben definito:

  • Età minima per l’acquisto e il consumo fissato a 20 anni
  • Acquisto limitato a 14 grammi al giorno ( stesso limite che viene fissato per il possesso in pubblico)
  • Divieto di ogni forma di pubblicità
  • Divieto di consumo nei luoghi pubblici
  • Vendita limitata ai soli negozi autorizzati ( sono vietate spedizioni e consegne)
  • Auto-produzione fino a 2 piante per persona ( 4 in caso di famiglia)
  • Divieto di vendere ed auto-produrre estratti a base di cannabis

 

Una legge sicuramente non perfetta dal punto di vista delle libertà personali ma che comunque può essere un inizio di rivalsa per gli antiproibizionisti Neozelandesi, che con forza e caparbietà sono riusciti ad ottenere una grande vittoria politica e sociale.

Scopo principe della proposta di legalizzazione infatti è quello di ridurre i danni sociali ( e salutari) causati dalla vendita delle droghe illegali ed allo stesso tempo ridurre l’effettivo consumo di cannabis, sopratutto nelle classi d’età più giovani, attraverso programmi di istruzione e contrasto alle dipendenze, che saranno finanziati con gli stessi proventi derivati dalla legalizzazione.

Una vittoria già da celebrare, al di la del risultato finale, perché l’ultima parola spetterà ai cittadini, e non a commissioni parlamentari, come spesso accade nel nostro paese.