Uno studio condotto in Israele è  pronto a confermare che l’olio di cannabis ha effetti superiori a qualsiasi altro trattamento nelle persone affette da autismo.

Sembra proprio che presto potremo inserire l’autismo nell’interminabile lista delle patologie che possono essere trattate con la cannabis terapeutica. A dare speranza a questa teoria è uno studio svolto in Israele – paese ormai pioniere nella ricerca sulla cannabis terapeutica – che mira a confermare le sempre più numerose evidenze degli effetti positivi della marijuana sui bambini che soffrono di autismo.

Grazie alle sue leggi poco restrittive sulla cannabis terapeutica, Israele è riuscito a dar vita al primo test clinico al mondo il cui scopo è quello di verificare i benefici della cannabis terapeutica sui giovani affetti da autismo, una scoperta potenzialmente rivoluzionaria che porterà sollievo a milioni di bambini afflitti dalla patologia e ai loro genitori angosciati.

Secondo esperti del settore ci sono numerose prove che uno dei metaboliti non psicoattivi della marijuana – il CBD o Cannabidiolo – è in grado di offrire un aiuto ai bambini che soffrono di autismo che nessun’altro farmaco è in grado di fornire; il test clinico vuole confermare definitivamente queste evidenze.

Adi Aran, Neurologo pediatrico che sta svolgendo lo studio su 120 bambini e giovani adulti in età compresa tra i 6 e i 29 anni – ha affermato che quasi tutti i partecipanti hanno precedentemente preso antipsicotici e quasi la metà ha risposto negativamente al trattamento. Aran era inizialmente contrario a continuare il suo studio somministrando la cannabis poichè ” Non c’erano dei dati a supporto della tesi degli effetti positivi della cannabis sull’autismo”. Tutto però è cambiato l’anno scorso, quando sempre più studi clinici hanno iniziato a confermare gli effettivi benefici della marijuana nella lotta contro l’epilessia, patologia che affligge circa il 30% dei bambini affetti da autismo.

Tamir Gedo – amministratore delegato della Breath of Life Pharma, società che fornisce l’olio di cannabis per lo studio – ha dichiarato che una madre di un figlio affetto da autismo gli ha confessato: ” Mio figlio ha iniziato a parlare in modo implacabile… non ha mai parlato prima ed ha 12 anni”.

olio di cannabis autismo

Nonostante i primi risultati positivi c’è chi dichiara che bisogna procedere con molta cautela. Secondo Sarah Spence – Co-direttore dell’ Autism Spectrum Center di Boston – non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine della cannabis sui pazienti di giovane età che potrebbero essere dannosi per lo sviluppo del cervello.

Tuttavia Tamir Gedo fa notare che anche gli oppioidi e gli antipsicotici che oggi si prescrivono per trattare l’autismo sono potenzialmente pericolosi per lo sviluppo del cervello nei pazienti di giovane eta, ed è proprio per questo motivo che lo studio clinico in Israele continuerà fino alla fine del 2018, dopodichè verranno analizzati e resi pubblici i risultati.

 

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