aumento produzione cannabis terapeutica

 

La cannabis terapeutica in Italia non basta più e lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze – unico ente autorizzato dallo Stato – annuncia un aumento della produzione a 150 kg nel 2019.

 

La cannabis terapeutica è da alcuni anni soggetta ad un forte incremento della domanda e sono ogni giorno sempre più i pazienti che si affidano alle sue qualità terapeutiche per trattare le loro patologie. Per via di questo costante incremento della domanda, e per una gestione dell’approvvigionamento quasi mai preciso ed efficiente, in Italia acquistare la cannabis in farmacia è diventata una vera e propria impresa.

Un disagio che vivono ogni giorno sulla loro pelle i pazienti italiani, che si vedono negare quotidianamente il loro diritto fondamentale alla tutela della salute. Nonostante il progetto del governo – proposto dal ministro della Salute Giulia Grillo – di dar vita ad una partnership pubblico-privata per la produzione di cannabis terapeutica e l’annuncio del comune di Milano, che ha istituito un tavolo tecnico con l’obiettivo di trasformare i principali parchi pubblici in serre per la coltivazione di marijuana medica, la soluzione sembra provenire ancora una volta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Intervenuto al convengo “Cannabis terapeutica: le nuove strategie nella ricerca, sanità e politica” organizzato dalla Sirca (Società italiana ricerca cannabis) a Roma, il colonnello Flavio Paoli, vicedirettore del Chimico Farmaceutico di Firenze – ha dichiarato che  “L’obiettivo per il 2019 è quello di aumentare la produzione di cannabis terapeutica fino a 150 kg. Per riuscirci abbiamo adibito altre aree alla produzione e alla coltivazione”. Lo Stabilimento di Firenze ad oggi è l’unico soggetto autorizzato dallo Stato per la produzione di cannabis medica, dunque l’unica “speranza” certa per migliaia di pazienti che troppo spesso sono stati lasciati soli dalle istituzioni pubbliche.

“Siamo partiti nel 2014 con un target annuale di produzione di 100 kg l’anno – ha spiegato Paoli – C’è stato poi fin da subito un aumento della richiesta, anche grazie alla corretta informazione fatta su questo tema. Oggi ci stiamo muovendo verso il futuro perché una volta tracciata, la strada poi deve essere ingrandita con un quadro, una direzione che noi ed eventuali attori futuri in questo settore dovremo seguire”. E la strada che lo stabilimento fiorentino prevede di percorrere nel breve periodo ha in serbo “dei progetti di finanziamento, attualmente in fase di sviluppo, che hanno l’obiettivo di farci arrivare a una produzione di almeno a 300 kg l’anno”, rivela Paoli.“

Le novità tuttavia non riguardano solo il lato quantitativo, ma in un certo senso anche quello qualitativo. Dall’intervento del colonnello Paoli infatti si evince che lo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze è impegnato nella produzione di altre tipologie di prodotti a base di cannabis diversi dalle infiorescenze.

“Stiamo inoltre lavorando per lo sviluppo degli estratti oleosi – aggiunge – attualmente in una fase di ricerca e sviluppo, che saranno un po’ lo sbocco naturale di questa esperienza. Con l’evoluzione del progetto si aggiungono anche le modalità di interazione con enti e imprese, perché la potenzialità dello stabilimento deve essere migliorata. A livello politico è già in piedi una riflessione su quali saranno i meccanismi da attuare dal punto di vista amministrativo per poter coinvolgere altri soggetti”.

Non è ancora chiaro se il coinvolgimento di altri soggetti dichiarato dal colonnello Paolo si riferisce alla partnership pubblico-privata proposta dal ministro della Salute Grillo, ma sicuramente un’apertura alla collaborazione con altri enti (pubblici o privati che siano n.d.r.) è sicuramente un’ottima occasione per migliorare un servizio al cittadino che, ad oggi, risulta insufficiente.

 

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