Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni sul portale marcocappato.it indica le modalità per ricevere il seme a fronte di un contributo. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di protestare contro il parlamento che tiene in stallo la legge sulla legalizzazione della marijuana.

Il radicale Marco Cappato inizierà a distribuire semi di cannabis tramite il suo sito web. Lo annuncia lo stesso esponente dei radicali tramite un video, in cui spiega che la sua è una protesta contro il governo che continua a tenere in stallo la legge sulla legalizzazione della cannabis“A chi li richiede, invierò una lettera nominativa con invito (istigazione) a coltivare e consumare la propria invece di rivolgersi al mercato nero” spiega Cappato.

“Al contrario del consumo, la coltivazione di cannabis in Italia resta severamente punita, con la conseguenza di lasciare un mercato di (almeno) 4 milioni di consumatori arricchire la criminalità per un giro d’affari, tutto illegale, stimato in miliardi di euro” prosegue. “Allo stesso tempo, con l’associazione Luca Coscioni e altri giuristi, esperti e militanti antiproibizionisti denunceremo il governo nelle sedi competenti per gravi inadempienze” conclude.

Per poter aderire all’iniziativa – e ricevere a casa il seme di marijuana – è sufficiente collegarsi al sito di Marco Cappato , compilare il form di iscrizione ed effettuare una donazione di 3 euro ( per coprire le spese) al link paypal che verrà inviato via mail. In alternativa con un contributo di 10 euro sarà possibile – oltre a ricevere il seme – iscriversi al Radical Cannabis Social Club.

La protesta dei radicali a favore della legalizzazione della marijuana è arrivata in questi giorni anche a Milano, alla sede della Regione Lombardia, dove lo stesso Cappato si è presentato per denunciare e chiedere di interrompere “la violazione dei diritti di iniziativa popolare” dei cittadini lombardi.

“Sono passati 15 mesi dal deposito delle nostre leggi di iniziativa popolare per la regolamentazione della cannabis terapeutica e per istituire il registro dei testamenti biologici in Regione Lombardia. La legge prevede che il Consiglio regionale abbia tre mesi di tempo per discutere le proposte depositate, scaduti i quali avviene l’iscrizione automatica come primo punto all’ordine del giorno dei lavori dell’aula. Ma le leggi popolari, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non sono mai state calendarizzate” ha detto Cappato.

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