Woodcock si schiera a favore della legalizzazione della marijuana in una lettera inviata a Repubblica.

Henry John Woodcock, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, ha scritto una lettera – pubblicata da Repubblica – dove spiega le sue ragioni a favore della legalizzazione della marijuana.

Nella lettera il PM pone le sue perplessità riguardo l’attuale sistema proibizionista del nostro paese, dichiarando: “Varrebbe la pena di cominciare a pensare a strategie di contrasto dell’illegalità che superino una impostazione meramente repressiva, e soprattutto bisognerebbe immaginare un progetto che in un futuro, speriamo non lontano, consenta di impiegare le ‘energie umane’, oggi impiegate nel mercato illegale della cannabis, nell’auspicabile ‘mercato legalizzato’ della stessa”.

Nell’illustrare il suo punto di vista Woodcock sottolinea anche che la Direzione nazionale antimafia  “afferma il ‘totale fallimento dell’azione repressiva’ e suggerisce al legislatore la depenalizzazione, di cui descrive i vantaggi: deflazione dei carichi giudiziari, possibilità di dedicarsi al contrasto di fenomeni criminali più gravi e, non ultimo, sottrazione alle gang di un mercato altamente redditizio”. “Fra i vantaggi – sottolinea – non vengono contemplati gli introiti che lo Stato italiano ricaverebbe da una legalizzazione, e si tratterebbe di svariati miliardi di euro”

business della marijuana

Il sostituto procuratore della Repubblica si è poi soffermato su quello che sta succedendo nel mondo riguardo alla legalizzazione della marijuana: “Dopo la coraggiosa iniziativa dell’Uruguay, anche alcuni Stati nord americani, come il Colorado e Washington DC, hanno liberalizzato l’uso delle droghe leggere per scopi ricreativi, ad essi si sono poi aggiunti l’Oregon e l’Alaska e, in concomitanza con le elezioni presidenziali dello scorso novembre, anche in altri 8 Stati (tra cui l’immensa California) sono passati referendum che proponevano il libero uso della marijuana per scopi medici e/o ricreativi. Si tratta, io credo, di un fiume che sarà difficile arrestare. Recentemente anche il premier canadese Justin Trudeau si è fatto promotore di una legge di legalizzazione dell’uso della marijuana per scopi ricreativi”.

Dopo il Presidente dell’ ANAC Cantone, dunque, anche Woodcock si schiera a favore della legalizzazione della marijuana, e questo non può che far piacere, sopratutto perché il pm ha colto alla perfezione il problema che si nasconde dietro il proibizionismo. Togliere un mercato miliardario dalle mani della criminalità e spostare questo immenso valore in un mercato legalizzato in grado di creare ricchezza e lavoro è infatti uno dei punti fondamentali su cui si battono tutti gli antiproibizionisti. LEGALIZZIAMOLA.

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