Ministro Fontana contro i cannabis store

 

Il ministro Lorenzo Fontana si è scagliato pubblicamente contro i cannabis store. L’esponente della Lega ha chiesto di accertare i presupposti giuridici che consentono la vendita della cannabis nei negozi, incassando anche l’appoggio della Comunità di San Patrignano.

 

Il mondo della cannabis italiana è pronto ad un involuzione etica e sociale? Dal 4 Marzo 2018, giorno che sancisce la nascita di nuovi equilibri politici nel nostro paese, gli antiproibizionisti italiani si sono interrogati sul futuro del settore cannabico in Italia. Tra timori e speranze di rinnovamento si è sempre brancolati nel buio, fino al giorno della nomina di Lorenzo Fontana, cattolico conservatore che oltre ad incassare il ministero della Famiglia e delle Disabilità ha ottenuto anche la delega per la lotta alle tossicodipendenze.

Il Ministro, che di certo non è incline a politiche antiproibizioniste, dopo le polemiche suscitate per via della proposta di abrogare la legge Mancino ha rilanciato un’altra tematica che sembra stargli a cuore: la lotta, ‘senza sconti’, al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti.

Il capo del dicastero per la Famiglia e le Disabilità ha pubblicato un lungo post sul suo profilo Facebook. Le statistiche fanno registrare una situazione che, secondo l’esponente del governo gialloverde, necessita di rimanere vigili. Dati alla mano il ministro evidenzia che i tossicodipendenti seguiti dai vari servizi nazionali risultano essere centotrentamila:”Il 16% – ha specificato Fontana – sono persone mai viste prima dai servizi e il 62,7% sono in cura per eroina, il 20,6% per cocaina e il 12,5% per dipendenza da cannabis. A questi numeri – ha sottolineato il membro dell’esecutivo – si aggiungono tanti, soprattutto giovani, che ancora non sono in trattamento.

Anche con i dati utilizzati dal Ministro appare del tutto evidente che il problema principale legato alla tossicodipendenza non è di certo la cannabis, ma a Fontana questo sembra importare poco, ed infatti il suo discorso vira immediatamente sul tema dei cannabis store.

Una volta sciorinati i dati relativi alle giovani generazioni, le stesse che sarebbero sempre più inclini al consumo di sostanze stupefacenti, Fontana ha infatti alzato il tiro sui cosiddetti “cannabis shop“, pur senza nominarli in modo diretto: “Ho inoltre già dato disposizione agli uffici – ha scritto – di approfondire gli aspetti legati ai presupposti giuridici in base ai quali certi prodotti a base di cannabis sono oggi venduti al pubblico in assenza di una specifica regolamentazione”. E ancora: “Nel nostro progetto il Dipartimento per le politiche antidroga deve consolidarsi come una vera e propria cabina di regia, veicolando e coordinando le azioni di governo, i flussi informativi e promuovendo anche mirate campagne di informazione e prevenzione”.

Mary Moonlight Store

La tossicodipendenza è un problema serio che qualsiasi Stato di diritto dovrebbe affrontare nel migliore dei modi, e su questo non c’è alcuno dubbio: ma siamo sicuro che l’attuale politica di Fontana serva davvero a combattere la tossicodipendenza nel nostro paese?

Scagliarsi contro il neonato mercato della canapa, che nulla ha a che vedere con il commercio di sostanze stupefacenti illegali nel nostro paese, è una mossa che razionalmente ( e analiticamente) non ha alcun senso. Se dovessimo tener conto di tante gravi forme di tossicodipendenza, come il tabagismo, l’alcolismo e perché no anche il gioco d’azzardo, sarebbe da li che un governo razionale dovrebbe partire, ma si sa, nella Lega si è sempre preferito agire politicamente e non eticamente.

Ciononostante Lorenzo Fontana ha anche incassato la benedizione della Comunità di San Patrignano. Attraverso la diffusione di un comunicato stampa, lo storico istituto impegnato nella riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti si è detto “ben contento” di “saperlo al fianco della nostra e di tante altre comunità che giorno dopo giorno si impegnano per dare una risposta concreta a un problema mai risolto e mai tanto attuale come oggi”.

Oltre al problema etico Lorenzo Fontana dovrà fare i conti con quello economico. Il mercato della cannabis italiana ha registrato un vero e proprio boom nell’ultimo anno, ed è pronto a toccare quota 50 milioni di euro. Ma qui non è di soldi che si sta parlando, ma di lavoro. Appare sempre più chiaro – infatti – che il ministro si stia adoperando per uno stop della vendita di cannabis light, ma a che prezzo? Se il capo del dicastero ha deciso di distruggere un fiorente settore dell’economia italiana dovrà renderne conto ai cittadini, ma deve anche capire un’altra cosa: la rivoluzione verde della cannabis nel nostro paese non sarà così semplice da fermare, gli antiproibizionisti italiani continueranno questa lotta ancora a lungo, può metterci la mano sul fuoco, ministro.

 

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