il comune di milano approva mozione per la produzione di cannabis terapeutica

Grazie ad una mozione presentata dal vicecaprogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico, il comune di Milano potrebbe diventare la prima città d’Italia a coltivare in loco la cannabis terapeutica: Parco Sud di Milano e le cascine di proprietà del comune i luoghi selezionati per dare il via alla produzione.

Negli ultimi giorni il settore della cannabis è tornato a far parlare di se. Dopo la notizia del possibile referendum sulla legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico e ricreativo in Sardegna, questa volta ci pensa il comune di Milano ad aprire la strada verso una nuova era antiproibizionista.

Durante la giornata di Lunedì 1 Ottobre 2018  il Consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione – presentata dal vicecaprogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico – per avviare la produzione di cannabis a scopi terapeutici sul suolo cittadino. La votazione si è conclusa con 30 voti favorevoli e 7 contrari, tra i quali due della Lega e uno di Forza Italia.

Tra le richieste del Consiglio spicca anche la necessità di formare un tavolo tecnico di confronto tra enti universitari, istituti di ricerca ed enti sanitari per monitorare gli esiti della sperimentazione del progetto.

La scelta del comune di Milano di puntare sulla produzione in loco della cannabis terapeutica nasce dalla necessità di incrementarne la produzione, questo per scongiurare una nuova stagione di mancanza di farmaco per tutti i malati che hanno scelto di trattare le loro patologie con la marijuana medica. Lo scopo della mozione è quello di rompere il monopolio della coltivazione di cannabis, che viene prodotta esclusivamente dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, l’unica istituzione che ad oggi ha ottenuto il permesso da parte del governo centrale.

“La quantità prodotta in questa sede (quella dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze n.d.r.) è insufficiente alla richiesta che c’è nel paese da parte di persone che potrebbero beneficiarne”, argomenta De Chirico. Ma proprio perché la produzione è inferiore alla domanda, recentemente il Ministero della Sanità ha rafforzato l’importazione di questa sostanza dall’Olanda e la Regione Lombardia ha deliberato la rimborsabilità della spesa da parte del Sistema sociosanitario regionale.

Oltre che dall’Olanda, l’Italia importa cannabis per uso terapeutico anche dal Canada: a inizio anno sono stati acquistati 100 chili di canapa terapeutica da questo paese e ogni chilo importato è costato alle casse dello Stato 6mila euro. Secondo uno studio della Cia (Confederazione italiana agricoltori), in Italia ci sarebbero 20 milioni e 772 mila persone che soffrono di patologie dal tumore all’epilessia fino alla sclerosi multipla, passando per Hiv e sindrome di Gilles de la Tourette che possono essere trattate con la cannabis terapeutica.

Chiediamo al sindaco Sala di attivarsi con il governo per chiedere che il monopolio della produzione da parte dell’Esercito venga interrotto: a Milano c’è il Parco Sud che è il più grande parco agricolo d’Europa e ha un terreno adatto a questo tipo di coltivazione.

Inoltre, in tutta Milano ci sono decine di cascine di proprietà comunale che potrebbero essere adibite a questa coltivazione. Se il Governo autorizzasse la coltivazione controllata della cannabis terapeutica da una parte si soddisfarebbe la domanda proveniente da malati gravi e dall’altra parte si creerebbero posti di lavoro”, ha concluso De Chirico.

L’idea alla base della mozione presentata da De Chirico dunque è quella di incrementare la produzione nazionale di cannabis, azione che permetterebbe da un lato la continuità di cura per tutti i pazienti italiani, mentre dall’altro renderebbe lo stato italiano meno dipendente dalle importazioni estere, il tutto a vantaggio dei cittadini.

“Se il Governo autorizzasse la coltivazione controllata della cannabis terapeutica – ha chiarito De Chirico – da una parte si soddisfarebbe la domanda proveniente da malati gravi e dall’altra parte si creerebbero posti di lavoro e profitti utili a preservare il patrimonio delle cascine milanesi per cui manca la disponibilità di fondi pubblici necessari per le urgenti ristrutturazioni. Inoltre, la mozione chiede anche di attivare un tavolo di confronto con gli enti universitari, istituti di ricerca ed enti sanitari al fine di monitorare gli esiti della ricerca e della sperimentazione”.

La strategia messa a punto dal comune di Milano dunque è quella di puntare sulla riqualificazione delle cascine di proprietà del comune, che verranno convertite in serre per la produzione e la trasformazione della cannabis terapeutica, andando ad affiancarsi al Parco Sud di Milano, la seconda location scelta dal comune per attuare la produzione.

Il via libera del consiglio comunale è stato accolto con gioia da Lorenzo Lipparini,   consigliere dei Radicali, che da tempo si battono per la regolamentazione della cannabis terapeutica gratuita. “Il consiglio Comunale di Milano approva la mozione per istituire un tavolo tra istituzioni e identificare luoghi e modalità di produzione di cannabis terapeutica nel Comune di Milano – ha annunciato Lipparini -. Complimenti al proponente Alessandro De Chirico”.

La richiesta del comune di Milano potrebbe essere accolta favorevolmente anche dall’attuale governo giallo-verde, che nella figura del Ministro della Salute Giulia Grillo, ha dichiarato da tempo la necessità di una partnership pubblico-privata per aumentare la produzione di cannabis terapeutica sul territorio nazionale.

 

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