Dalla politica ai giornali ultraconservatori una sequela di attacchi contro l’emendamento che da il via libera alla Cannabis Light in Italia.

 

Dopo aver preso coscienza che la storia sta voltando loro sistematicamente le spalle, i proibizionisti del Bel Paese si sono lanciati in una serie di offensive e, coadiuvati dai giornali più vicini all’area conservatrice della nazione, hanno voluto far sentire a gran voce il loro “canto del cigno” sulla questione.

La notte scorsa nelle buie stanze del Senato un emendamento è stato approvato ed inserito all’interno della prossima legge finanziaria. Le firme in calce sono dei senatori Mollame, Mantero, Sbrollini, De Petris, Cirinnà e Nugnes e il titolo del documento non lascia dubbi a riguardo: “Nuove disposizioni in materia di canapa”.

Cosa che ovviamente non è piaciuta ai leader di questo movimento trasversale quanto antistorico dei proibizionisti, che nonostante i clamorosi insuccessi portati a casa in oltre 90 anni di lotte, continuano imperterriti a proseguire il loro triste cammino.

Ad aprire le danze ci ha pensato Giorgia Meloni che non usa mezzi termini nel bollare come “folle” l’ultima mossa del governo giallorosso che da di fatto il semaforo verde alla cannabis light nel nostro paese.

“Per noi di Fratelli d’Italia non è mai una cosa leggera o innocua” chiosa dall’alto della sua ignoranza in materia: com’è possibile che ci si riduce ancora a chiamare droga una pianta che, in questo caso, non ha nemmeno un principio attivo tale da renderla una sostanza stupefacente? eppure i nostri eroi riescono prontamente a dimenticarsi di questo piccolo dettaglio, pur di sacrificare l’ennesimo capro espiatorio sull’altare dell’odio ai tempi dei social.

Purtroppo la Meloni non è l’unica voce anzi, alle sue spalle nelle scorse ore si è costruito un vero e proprio coro  fatto da personaggi dimenticati dalla storia come Gasparri, che addirittura etichetta l’emendamento sulla cannabis light come “un attentato alla costituzione”, ma anche di  giornali ultra-conservatori come “Il Primato Nazionale” che tra un elogio alla Repubblica Sociale Italiana e l’altro ha anche il tempo da dedicare alla questione Cannabis Light, grazie ad un articolo al limite dell’assurdo in cui uno dei fondatori di Easyjoint, Luca Marola, diventa un improbabile deputato del M5S tal “Luca Merola”, un po di spazio.

LUCA MEROLA IL PRIMATO NAZIONALE

Ovviamente non potevano mancare i Cattolici in questo scenario. Ampio spazio sulla questione è stato dedicato dal giornale “L’Avvenire” che titola con un secco “soldi sulla pelle dei giovani” il suo editoriale dedicato alla canapa legale.

Appare del tutto evidente che in questo momento storico la vera forza del Movimento Proibizionista risieda nella sua capacità di mettere in moto tutta una serie di processi (fatti di opinionisti, uomini politici, giornali tendenziosi, Podcast sovranisti e quant’altro) che grazia alla forza della Rete riescono a far riemergere questi rigurgiti del passato.

Finché non ci doteremo anche noi delle medesimi armi, non potremo mai dormire sonni tranquilli, questa guerra ideologica, fatta di attacchi fondamentalmente mediatici, può essere vinta solo rispedendo al mittente le accuse con le stesse armi che hanno usato per lanciarle.

 

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