heineken e corona puntano sulla cannabis

I giganti della birra sono pronti a diversificare il loro business puntando sulle bevande leggere a base di cannabis: la crisi del settore delle bevande alcoliche e il boom del cannabusiness americano convincono sempre più società ad investire in quest’ultimo per massimizzare i profitti.

Il Settore degli alcolici è alle prese con una stagnazione del mercato, sopratutto negli Stati Uniti d’America. Proprio per questo motivo i colossi mondiali della birra – alla ricerca di nuovi mercati più redditizi – hanno deciso di puntare sul settore della cannabis legale. Grandi player come Heineken, Molson Coors e Constellation Brands – la multinazionale che detiene il famoso marchio Corona – stanno progettando di entrare a piedi uniti , seppur con modalità diverse, in questo fiorente mercato: la speranza è che quello delle bevande a base di marijuana possa diventare un settore in rapida ascesa.

A convincere le grandi multinazionali dell’alcol che la strategia di investire sulla cannabis fosse vincente è stato il via libera del Parlamento canadese a quanto promesso tempo fa dal premiere Justin Trudeau: la tanto attesa liberalizzazione della marijuana a livello ricreativo sarà infatti realtà dal 17 Ottobre 2018, mossa che renderà il Canada il primo paese sviluppato al mondo a liberalizzare la cannabis sul modello già in fase di sperimentazione in Uruguay. L’apertura del governo canadese apre la strada ad un aumento delle vendite di marijuana che dovrebbero assestarsi attorno ai 5 miliardi di dollari. Per capire l’incredibile crescita che la cannabis ricreativa apporterà al settore basti pensare che attualmente il mercato della marijuana medica in Canada non supera i 200 milioni di dollari.

Ma il Canada non è l’unico paese a registrare un’impennata nel settore della cannabis. Secondo un indagine svolta da Euromonitor – agenzia esperta in ricerche di mercato internazionali con sede a Londra – gli Stati Uniti potranno essere interessati da un crescita del settore della cannabis, che entro il 2020 potrà valere 20 miliardi di dollari. Stime destinate a lievitare sensibilmente se altri paesi – a partire dagli stessi Stati Uniti, dove già alcuni Stati hanno avviato politiche di liberalizzazione della cannabis – seguiranno il modello canadese. A confermare le scelte strategiche dei big della birra sono anche i mercati azionari: grazie alle politiche di liberalizzazione attuate in Canada infatti i titoli legati alla marijuana stanno vivendo una netta ripresa delle quotazioni a Wall Street.

LA CANNABIS PIACE ALLE MULTINAZIONALI DELL’ALCOL

Perché i colossi della birra si sono innamorati del crescente settore della cannabis? la risposta è da ricercare all’interno dei report che le società stesse hanno presentato agli azionisti; il motore che ha fatto scoccare la scintilla d’amore con il settore è la paura.

La Moloson Coors – la più antica industria di birra canadese – ha evidenziato nel suo report agli azionisti sul bilancio come “l’emersione della cannabis legale in alcuni Stati Usa e in Canada potrebbe provocare una perdita di ricavi da parte dei nostri prodotti o un abbandono della birra nelle preferenze dei consumatori”. Il colosso della birra canadese non ha aspettato molto tempo per correre ai ripari, e a inizio agosto ha annunciato un accordo con la Hydropothecary Corp – azienda attiva nel settore della cannabis – per la produzione di una bevanda analcolica a base di marijuana. L’obiettivo di questa partnership è quello di offrire ai consumatori nuove esperienze con bevande di qualità.

Strategia simile anche per l’olandese Heineken, che pochi giorni dopo ha annunciato in California il lancio di un’acqua minerale a base di THC con il brand Lagunitas, una società controllata dallo stesso colosso olandese. La bibita sarà disponibile in due diverse versioni: una contenente 10 mg di THC e una con 5 mg di THC e 5 di CBD.

L’ultima società ad aver annunciato un investimento nel settore della cannabis è Constellation Brands, uno dei piu grandi produttori di birra al mondo che annovera tra i suoi marchi di punta la birra Corona: la società ha annunciato pochi giorni fa di aver effettuato un investimento di 4 miliardi di dollari per aumentare al 38% la sua quota di partecipazione in Canopy Growth, il gigante mondiale della marijuana canadese, con il diritto di salire fino al 50% con l’obiettivo di sviluppare da questa acquisizione bevande leggere a base di cannabis ed altri prodotti.

 

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