facebook censura la cannabis

Con una mossa al limite della censura il social network di Palo Alto esclude silenziosamente dal suo motore di ricerca qualsiasi risultato che riguarda il tema della cannabis, anche quella terapeutica.

La notizia è di quelle al limite della fake news, ma purtroppo non lo è affatto. Facebook – il social network più famoso del mondo guidato dal suo fondatore Mark Zuckerberg – ha deciso di oscurare dal suo motore di ricerca tutte le pagine e i gruppi che riportano la parola cannabis all’interno del loro nome.

Tutte le pagine sono rimaste attive ma potranno essere trovate solo conoscendo il loro URL, tutti gli utenti che proveranno ad effettuare una ricerca usando la parola “cannabis” o “marijuana” affiancando a quest’ultime altre parole chiave non troveranno alcun risultato nel motore di ricerca di facebook. Anche i contenuti dei post, delle foto e dei video hanno subito lo stesso trattamento.

L’azione di oscuramente è iniziata ad Agosto negli Stati Uniti, dove non sono ancora del tutto chiare le motivazioni dietro questo gesto: la censura non ha risparmiato nessuno in America, colpendo indistintamente tutte le realtà sociali e imprenditoriali del settore della cannabis: dalla California Bureau of Cannabis Controll’agenzia governativa che regola l’industria statale della marijuana – così come il Marijuana Business Daily e il Marijuana Moment testate di informazione sulla cannabis culture – fino a gruppi e associazioni senza scopo di lucro come il Marijuana Policy Project.

La strategia che sta adottando Facebook per censurare il settore della cannabis è denominata “Shadow Ban” perché le pagine legate al mondo della marijuana non sono state cancellate ( e probabilmente dopo questo colpo di censura non lo saranno più n.d.r.), ma saranno visibili solo ai singoli utenti che ne conoscono l’URL o le seguono.

Se si provano ad effettuare ricerche anche dall’Italia il risultato è esattamente lo stesso: il motore di ricerca non restituisce alcun risultato. Anche se rimangono fuori (almeno per il momento) da questa censura le parole “canapa” o “hemp” la situazione resta grave: il rischio di una limitazione di visibilità potrebbe mettere a rischio l’intero settore.

facebook censura la cannabis dal suo motore di ricerca

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