facebook censura la cannabis light

Secondo l’azienda di Palo Alto la cannabis light, legale nel nostro paese, infrangerebbe gli standard della comunità di Facebook: la chiusura della pagina di Mary Moonlight non è infatti un caso isolato.

A Facebook non sembra piacere il fenomeno della cannabis light in Italia: è questo che si può evincere dai recenti avvenimenti all’interno del social network di proprietà di Mark Zuckerberg, che nei giorni scorsi ha decretato la chiusura di numerose pagine di aziende produttrici di cannabis light.

La prima azienda a subire la chiusura della sua pagina Facebook è stata Easyjoint, che è stata colpita nel giorno di Pasqua ed è tutt’oggi impossibilitata a comunicare le sue iniziative sul social network. L’operazione di censura è poi proseguita con il blocco di numerose pagine di altre realtà produttrici di cannabis light, per concretizzarsi successivamente con il blocco della pagina Facebook di Mary Moonlight, start-up italiana leader nel settore.

Le motivazioni dietro il blocco della pagina di Mary Moonlight non sono state ancora comunicate da parte del social network all’azienda, che si è accorta del blocco solo a giochi fatti e non ha ricevuto ancora nessuna risposta ai ricorsi presentati.

facebook censura la cannabis light

 

Ho contattato personalmente Pietro Moramarco – amministratore di Mary Moonlight – per cercare di fare luce sul blocco imposto da Facebook, e il quadro palesatosi è ancora pieno di incertezze. “Il blocco è avvenuto perché secondo Facebook noi abbiamo incitato all’uso di droghe” ha dichiarato l’amministratore di Mary Moonlight “Abbiamo mandato un reclamo a Facebook ma purtroppo il social network non ha un’assistenza vera e propria e decide quello che vuole senza diritto di replica”“Speriamo che cambi qualcosa – prosegue l’amministratore dell’azienda –  e che si faccia un distinguo tra canapa e marijuana, dato che legalmente sono due cose distinte, dal momento che la cannabis light rispetta tutte le normative Italiane.”

Motivazioni a parte appare del tutto evidente che il danno in termini di immagine e di impossibilità di comunicare su Facebook da parte delle aziende, che ribadiamolo – non svolgono nessuna attività illegale per quanto concerne la legge italiana, appare del tutto evidente.

Facebook dovrebbe rivedere i suoi standard di comunità per quanto riguarda il tema della canapa, non è assolutamente tollerabile che il social network – operando in Italia – metta fuori dai giochi quelle iniziative che nel nostro paese non hanno nulla di illegale. Bisogna prendere tempestivamente delle precauzioni perché il tema non è solamente legato alla cannabis light, ma all’intero universo che ruota attorno alla canapa e il rischio reale è quello di vedere limitata la libertà delle persone.

 

Vuoi essere sempre aggiornato sul mondo della cannabis culture? Segui Haze.Academy, la community degli appassionati di marijuana. Puoi trovarci su Facebook | Instagram |Twitter