C’è un Uber per qualsiasi cosa oggi giorno. Negli ultimi anni infatti le Startup che replicano il business model di Uber, il popolare servizio che permette di prenotare un taxi con lo smartphone, sono aumentate esponenzialmente andando a replicare il concetto di Uber in moltissimi settori.

In America – dove si sta assistendo ad un onda verde di legalizzazione in diversi stati – uno dei settori presi di mira dai giganti del tech è sicuramente quello della marijuana.

L’ultimo nato in questo settore è Eaze , il servizio di consegne a domicilio che si definisce “l’Uber della marijuana”. Nel caso di Eaze infatti basta un semplice “tap” sul proprio smartphone per farsi recapitare a casa marijuana a uso medicale.

Fondata a San Francisco da Keith McCarty per aiutare i pazienti che utilizzano la marijuana per curarsi, Eaze ha attirato l’interesse di numerosi investitori tra cui anche Snoop Dog, il rapper pro marijuana, che ha deciso di scommettere proprio sulle consegne a domicilio della sua pianta preferita.

Ma come funziona nello specifico Eaze? Molto semplice, una volta registrati sull’applicazione bisogna prima di tutto verificare la propria prescrizione medica – per evitare che il servizio venga abusato da chi non ha i criteri clinici per poterlo fare –  successivamente si potrà ordinare la marijuana che si preferisce tra i vari dispensari nelle vicinanze che hanno aderito ad Eaze; un po come funziona JustEat – il popolare servizio disponibile anche in italia per prenotare cibo a domicilio- con la differenza che al posto del sushi o della pizza  potremo scegliere tra Amnesia, Super Lemon Haze e tantissime altre varietà di Marijuana. (ahah ndr).

L’Uber della Marijuana oggi offre il suo servizio in oltre 100 Città della California – molte delle quali situate nella Bay Area – e afferma di servire oltre 200.000 clienti con i suoi servizi di consegne a domicilio.

Eaaze è un esempio concreto di come la tecnologia può rivoluzionare – positivamente – il mondo della cannabis e degli appassionati che ne fanno parte ed è sopratutto la dimostrazione di come il mondo della tecnologia e quello della cannabis sono sempre più vicini  tra loro negli Stati dove la Marijuana ad uso medico e ricreativo è legale.

Il connubio tra tecnologia e cannabis è – inoltre – in grado di creare un mercato assolutamente profittevole per tutti quegli stati che hanno deciso di legalizzare l’uso della Marijuana a scopo medicale e ricreativo – dunque auspichiamo che anche in Italia venga presa in considerazione l’idea di legalizzare totalmente la cannabis così da poter dare una sostanziale spinta all’economia del nostro paese.

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