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Donald Trump sta progettando una guerra segreta contro la cannabis: combattere i fenomeni di legalizzazione

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Secondo un documento ottenuto da BuzzFeed News l’amministrazione Trump – tramite il Comitato di Coordinamento delle Politiche sulla Marijuana – sta raccogliendo dati per contrastare le iniziative di legalizzazione che interessano sempre più stati americani: l’obiettivo è quello di mettere in risalto gli aspetti negativi della cannabis sulla saluta e gli svantaggi della legalizzazione.

La Casa Bianca sta costruendo una vera e propria macchina di propaganda costituita da agenzie federali in tutto lo stato con un chiaro obiettivo: dichiarare silenziosamente guerra alla fiorente industria della cannabis legale. Secondo BuzzFeed Newsche avrebbe ricevuto nei giorni scorsi dei documenti dettagliati sulla vicenda – l’amministrazione Trump vorrebbe ostacolare l’onda verde della rivoluzione che sta portando sempre più stati americani ad abbracciare la causa antiproibizionista; le metodologie adottate sembrano far ripiombare il paese nell’epoca di Nixon: accumulare dati che possano mettere in cattiva luce le politiche di legalizzazione e fornire informazioni sulla dannosità della cannabis sull’organismo umano.

Il Comitato di Coordinamento delle Politiche Sulla Marijuana – questo il nome scelto secondo le email interne della Casa Bianca – ha incaricato 14 agenzie federali e la Drug Enforcement Administration ( agenzia federale antidroga statunitense facente capo al Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti) di presentare “dati che dimostrino le tendenze negative più significative” sulla marijuana e le “minacce” che essa costituisce per il paese.

Secondo la commissione creata appositamente le informazioni che circolano sulla cannabis “sono faziose ed ingiustamente distorte in favore della marijuana”, quindi la Casa Bianca ha deciso di ricorrere ai ripari,come? non cercando di ottenere dati obiettivi sul fenomeno della legalizzazione della cannabis, ma mettendo in risalto i soli dati negativi, per mettere in cattiva luce il settore della marijuana legale, questo a prescindere da ciò che i dati raccolti mostreranno. Ironia della sorte dunque il comitato ha intenzione di combattere quella che considera un ingiustizia a favore della cannabis con un’ altra ingiustizia.

” Le storie che si raccontano sulla cannabis sono faziose, unilaterali e imprecise” si legge in un riassunto di una riunione del 27 luglio tenuta tra appartenenti della Casa Bianca e membri di nove dipartimenti. In una nota successiva alla riunione i funzionari della Casa Bianca hanno fatto sapere ai dipartimenti interessati che: “I dipartimenti dovrebbero fornire … i dati più significativi che dimostrano le tendenze negative, con una dichiarazione che descriva le implicazioni di tali tendenze” ( le tendenze di molti stati a legalizzare la cannabis n.d.r.).

La situazione della cannabis negli Stati Uniti la conosciamo tutti: sempre più stati stanno adottando delle politiche di riduzione del danno basate sulla legalizzazione della marijuana, in netto contrasto con le leggi federali che invece continuano a considerarla una sostanza illegale. In questo scenario i critici della liberalizzazione della marijuana hanno lamentato che questa politica che permette agli adulti di consumare liberamente cannabis sia nociva al paese e possa indurre un maggior consumo di marijuana sopratutto tra i più giovani, ed hanno chiesto una maggiore repressione a livello federale. Donald Trump non ha mai espressamente dichiarato di essere a favore di queste politiche di repressione ma anzi si è sempre dichiarato favorevole ad appoggiare una legge a favore della regolamentazione del fenomeno a livello federale presentata al Congresso da un gruppo bi-partisan costituito sia da repubblicani che da democratici.

Tuttavia analizzando i dati all’interno dell’agenda di lavoro della commissione appare evidente la doppia natura del Presidente: nella Casa Bianca è in atto uno sforzo dalla straordinaria portata per invertire gli atteggiamenti dell’opinione pubblica nei confronti della legalizzazione della cannabis. I dati raccolti da questo comitato infatti serviranno per avvertire il Presidente degli Stati Uniti d’America della minaccia della marijuana per il paese.

La doppia natura del Presidente Trump sull’argomento appare ancora più evidente se ci si addentra all’interno dei documenti ottenuti da BuzzFeed News: ” lo staff del comitato crede che se l’amministrazione della Casa Bianca vuole invertire le tendenze ad aumentare il consumo di cannabis c’è un urgente bisogno di comunicare i fatti circa gli impatti negativi dell’uso, della produzione e del traffico di marijuana sulla salute, la sicurezza e la protezione nazionale” questo è quanto si legge sulle documentazioni della riunione avvenuta il 27 Luglio.

Nelle settimane successive alla riunione la Casa Bianca ha inviato delle precise istruzioni a vari dipartimenti –  i dipartimenti della Difesa, dell’Educazione, dei Trasporti e degli Affari dei Veterani, così come all’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente – di presentare schede informative di due pagine che identificano le minacce della marijuana e i problemi legati alle iniziative di legalizzazione entro il 10 agosto.

Le agenzie e i dipartimenti invischiati in questa faccenda – contattati direttamente da Buzzfeed News – non hanno voluto rilasciare dichiarazioni dettagliate e si sono limitati a commenti di rito ma non hanno tuttavia negato l’esistenza di questo comitato speciale per la lotta alla cannabis.

In questo scenario da “guerra fredda” contro l’industria della marijuana legale i cittadini Americani si sono discostati totalmente dalla posizione del governo per quanto riguarda le politiche di proibizione. Un sondaggio dell’Università Quinnipiac di aprile ha rilevato infatti che il 63% degli americani sono favorevoli alla legalizzazione.

A rafforzare la convinzione degli americani che la strada della liberalizzazione della cannabis sia quella giusta sono gli stessi dati federali che – secondo Jama Psichiatry – indicano che il disturbo da abuso di marijuana è in netto calo da quando sono state avviate politiche di legalizzazione a livello nazionale.

 

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