Giulia Grillo cannabis terapeutica ai privati

Il Ministro della Salute, in visita all’Istituto Chimico Farmaceutio Militare di Firenze, ha annunciato le sue intenzioni di aumentare la produzione di cannabis ad uso terapeutico.

Le parole del Ministro Grillo lasciano ben sperare i tanti pazienti italiani che hanno scelto di trattare le loro patologie con la cannabis terapeutica. Come molti pazienti sanno la produzione della cannabis in Italia ha spesso avuto delle battute di arresto, e troppe volte gli scaffali delle farmacie sono rimasti vuoti, costringendo migliaia di pazienti ad interrompere la cura o peggio ancora rivolgersi al mercato illegale per proseguirla.

Questa imbarazzante situazione potrebbe però volgere presto al termine, parola di Giulia Grillo, Ministro della Salute del Movimento 5 stelle.

Il 31 Luglio scorso il ministro infatti, a termine della sua visita all’Istituto Chimico farmaceutico militare di Firenze ( l’unico ente ad oggi autorizzato dallo stato a produrre cannabis terapeutica su suolo italiano), ha dichiarato che “Verrà bandita una sorta di manifestazione di interesse per una partnership pubblico-privata, per aumentare la produzione della cannabis terapeutica”.

Il via alle manifestazioni d’interesse, ha spiegato la ministra “sicuramente non sarà molto distante nel tempo”. Ci vorrà “tempo ovviamente di organizzare, ma essendo un’attività di grande interesse tanto per la Difesa, quanto per la Salute, saranno fatti tutti gli sforzi per farla nel più breve tempo possibile”. Attualmente, ha detto Grillo, “non è sufficiente la quantità” che viene prodotta dall’Istituto, dunque incrementare la produzione è “molto importante” perché “possiamo anche noi soddisfare altre esigenze, non solo interne ma pure estere”.

“Farò ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis ad uso medico per garantire la continuità terapeutica alla quale avete diritto”

Subito dopo la visita allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, la Ministra Grillo ha confermato quanto detto attraverso la sua pagina Facebook annunciando di aver “incontrato il Comitato pazienti cannabis terapeutica, con cui ho avuto un fruttuoso colloquio”. “Ho ascoltato le loro istanze e mi sono attivata per verificare le condizioni di un aumento di produzione di cannabis terapeutica”.

Sono ormai anni che l’intera comunità antiproibizionista lotta per salvaguardare la salute di chi ha deciso di trattare le proprie patologie con la cannabis terapeutica, denunciando ogni giorno le carenze dello stato. Una partnership che apre la produzione di cannabis ai privati potrebbe essere una soluzione vincente per dare finalmente dignità a tutti i pazienti.

 

 

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