regione lombardia cannabis terapeutica

Con 76 voti favorevoli su 76 votanti la Regione Lombardia ha approvato una mozione del radicale Michele Usuelli per la produzione di cannabis terapeutica nel territorio lombardo.

 

Coltivare la cannabis terapeutica in Lombardia per spezzare la “dipendenza” del nostro Paese dall’estero. Questa è l’idea che ieri ha convinto il Consiglio regionale ad approvare all’unanimità ( 76 voti favorevoli su 76 votanti) la mozione del radicale Michele Usuelli che impegna la Giunta regionale a «identificare i soggetti idonei a garantire la produzione indoor» secondo i criteri stabiliti e di fatto candidarsi alla «partnership pubblico-privato» che aveva presentato nel mese di luglio il ministro della Salute Giulia Grillo, durante una visita allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze che ad oggi è l’unico produttore italiano di cannabis a uso terapeutico.

La mozione non riguarda soltanto la produzione indoor di cannabis terapeutica nel territorio lombardo, ma si occuperà anche dell’organizzazione di iniziative per formare i medici sulle proprietà terapeutiche della canapa, oltre che a monitorare il fabbisogno regionale di cannabis terapeutica.

Il Pirellone ha inoltre deliberato di lavorare ad un progetto pilota aprendo un tavolo tecnico col Ministero, le università e Palazzo Marino, che nel mese di ottobre ha approvato una mozione di Forza Italia per la coltivazione di cannabis terapeutica sul suolo comunale. Un altro emendamento – anch’esso approvato – indica «come soggetto principale» il Policlinico di Milano, e il presidente leghista della Commissione Sanità Emanuele Monti – proponente dell’emendamento – incita all’«autosufficienza lombarda». Sulla questione tuttavia il Pirellone appare compattissimo, dal Movimento 5 stelle a Forza Italia, passando per il Partito Democratico e i Radicali, tutte le forze politiche della giunta sono allineate, un caso assolutamente più unico che raro.

«Oggi abbiamo mandato a livello nazionale il messaggio che si può lavorare assieme quando i temi sono analizzati nel dettaglio – ha dichiarato Michele Usuelli – Dobbiamo rispondere a una crescente domanda da parte dei pazienti e impedire che sia necessario importare cannabis dall’estero con alti costi per i malati e per la sanità pubblica».

La decisione presa dalla Regione Lombardia potrebbe cambiare radicalmente l’approccio che il nostro paese ha nei confronti della cannabis terapeutica, con la possibilità che altre regioni si muovano in questa direzione emulando il modello della Lombardia. Uno scenario di questo non solo ridurrebbe drasticamente la dipendenza del nostro paese nei confronti dei fornitori esteri, ma consentirebbe una produzione costante di cannabis terapeutica a vantaggio dei malati, che non rimarranno più privi del loro farmaco.

 

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