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Operazione della Guardia di Finanza finalizzata a sgominare un presunto traffico di marijuana illegale nei negozi di cannabis light: il bilancio è di 48 negozi posti sotto sequestro, 39 nella provincia di Taranto e 9 tra Campania, Calabria, Lazio e Lombardia.

Il settore della cannabis light sembra non conoscere pace. Da quando è stata introdotta la legge 242 del 2 Dicembre 2016 – che ha di fatto ridato vita al cannabusiness nel nostro paese – la sua poco chiara interpretazione è diventata un pretesto per trasformare il settore in una giungla, con il risultato che sequestri e chiusure di negozi di cannabis light si sono susseguiti a ritmi costanti durante tutto il ciclo di vita di questo rinato settore.

Quella dei sequestri all’interno dei negozi di cannabis light non è storia nuova: già nel mese di Marzo 2018 – ad esempio –  una squadra di agenti della Guardia di Finanza di Vieste mise sotto sequestro 19 confezioni di canapa legale appartenenti alla Start-up Mary Moonlight – una delle prime aziende italiane ad aver dato vita al fenomeno – presso un growshop del luogo, denunciando il suo titolare per violazione dell’art. 73 del DPR 309/90 ( spaccio di sostanze stupefacenti).Una storia che si è risolta con un quasi scontato lieto fine, con i sequestri dichiarati illegittimi e la merce restituita ai proprietari.

Questa volta però l’operazione della Guardia di Finanza contro il fenomeno della cannabis light ha una portata più diffusa. Nel giro di poche ore infatti quarantotto negozi hanno subito sequestri da parte delle forze dell’ordine: 39 negozi colpiti si trovano in provincia di Taranto, gli altri 9 tra Campania, Calabria, Lazio e Lombardia. L’operazione che ha portato ai sequestri è stata disposta dalla procura di Taranto e si colloca in un filone di indagini che ha lo scopo di sgominare un presunto traffico di marijuana illegale “travestita” da cannabis light.

L’operazione ha portato al sequestro di diverse infiorescenze di cannabis presenti nei negozi, da destinare ai laboratori d’analisi per verificare se il tasso di THC presente al loro interno sia effettivamente sotto i limiti dello 0,5%.

L’inizio di questa operazione delle Fiamme Gialle ha inizio nell’Ottobre scorso, quando gli agenti di Taranto misero sotto sequestro 9 chili di cannabis light presenti in un distributore automatico della città. Le infiorescenze sequestrate erano commercializzate da due aziende del luogo e un comunicato della Guardia di Finanza ha annunciato che era stata rilevata una concentrazione di THC superiore ai limiti previsti dalla legge.

Il risultato dell’intervento delle Fiamme Gialle ha portato alla denuncia di sei persone ( il titolare del distributore automatico e i proprietari delle due aziende produttrici di cannabis light) per la violazione dell’art. 73 del DPR 309/90 ( spaccio di sostanze stupefacenti). Dai documenti analizzati appartenenti alle due aziende incriminate i finanzieri sono riusciti a risalire a tutti i negozi che avevano acquistato le loro infiorescenze: ovvero i 48 negozi che hanno subito i sequestri nelle ultime ore.

 

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