Dal 14 Gennaio 2017 è entrata in vigore la  legge numero 242 del 2 dicembre 2016 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, cosa cambia con questa legge?

L’entrata in vigore della legge numero 242 del 2 Dicembre 2016 segna un fatto storico per il nostro paese. Un ritorno al passato con uno sguardo al futuro che faciliterà un settore, quello della canapa, che negli ultimi anni sta registrando un incremento della produttività che non si verificava da moltissimo tempo, dal periodo in cui l’Italia era il leader europeo nella produzione di canapa.

Sulla legge da poco approvata è intervenuto Roberto Moncalvo – Presidente della Coldiretti, dichiarando:

“si ha finalmente un quadro legislativo che può valorizzare le caratteristiche distintive della canapa in Italia, dove si sta verificando una rapida diffusione della coltivazione dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli, Sicilia e Sardegna”.

La legge sulla canapa industriale – entrata in vigore il 14 Gennaio 2017 – era stata inizialmente proposta dal Movimento 5 Stelle con Loredana Lupo primo firmatario per poi divenire un testo unificato che comprendeva proposte di legge di altri partiti quali Sel, Pd e Area Popolare. La legge è stata proposta nel 2013, approvata a Novembre ed è entrata in vigore nel mese di Gennaio.

Questa iniziativa rappresenta un momento storico per il nostro paese e per tutto il settore della canapa – materia prima utilizzata per la produzione di alimenti, bio-carburante, carta, tessuti, cordame, prodotti cosmetici, nella bio-edilizia e in tantissimi altri settori collegati. Fino agli anni 50 il nostro paese era la prima nazione al mondo nella produzione di canapa con sterminate piantagioni presenti sopratutto in Piemonte,Emilia Romagna e sud Italia. All’inizio del 1900, prima dell’avvento del proibizionismo, in Italia si coltivavano più di 100mila ettari di canapa, nel 2015 ne abbiamo coltivati poco più di 3mila.

canapa industriale in italia

Canapa, Cannabis e Marijuana: Quali sono le differenze?

Gli appassionati di Cannabis tendono a non dare una differenza tra le tre terminologie sopraindicate – e a ragione dato che si tratta della stessa pianta che fa parte della famiglia botanica delle Cannabaceae- tuttavia esistono delle “convenzioni internazionali” che sanciscono la differenza in base al diverso quantitativo di THC presente all’interno delle piante. Ma è proprio su questo punto che la nuova legge sulla canapa industriale si differenzia rispetto al passato. La nuova legge innalza il quantitativo percentuale di THC – il principio attivo che provoca effetti psicotropi – dallo 0.2 % allo 0,6% senza che questo comporti alcun problema per l’agricoltore. Nelle convenzioni internazionali citate in precedenza lo 0.3% di thc è il limite imposto alle coltivazioni legali di canapa industriale, sopra quella soglia si tratta di cannabis illegale.

 

 

Quali sono nel concreto i cambiamenti portati da questa legge?

Le novità sostanziali introdotte dalla nuova legge sulla canapa industriale sono  tre:

  • Non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo di denuncia, NON è più necessaria. Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini delle semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.
  • La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore“.
  • Sono previsti finanziamenti nell’ordine massimo di 700mila euro l’anno “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa”.

La nuova legge faciliterà non poco i produttori di canapa o tutti coloro che sono intenzionati ad entrare in questo settore. Non può che essere una buona notizia per tutte quelle persone che hanno creduto e continuano a credere nelle proprietà della canapa, una pianta in grado di portare una ventata di aria nuova in tantissimi campi, da quello terapeutico a quello economico.

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