antiproibizionisti di tutta italia unitevi

Nella notte è stato approvato un emendamento dove si autorizza la vendita di infiorescenze di cannabis e si indicano il contenuto massimo di principio attivo e la tassazione da applicare ai prodotti. Si parte dal 1 Gennaio 2020, ma è solo l’inizio.

 

Ci sono voluti oltre due anni di incertezza legislativa, complice una legge mai pensata per regolamentare le infiorescenze di canapa a cui molti si sono appellati grazie ad un sostanziale vuoto legislativo che né puniva né permetteva la commercializzazione dei fiori , ma  nella notte di ieri un emendamento inserito all’interno della manovra finanziaria da il via libera alla vendita della cannabis light in Italia.

Dopo una dura caccia alle streghe, che è costata sangue, fatica e il lavoro di molti – con i commercianti di prodotti a base di canapa stigmatizzati, puniti legalmente e accusati di essere spacciatori di morte ( caro signor Salvini, il comparto aspetta ancora le sue scuse a riguardo) –  finalmente giustizia è fatta.

Sulla liceità della canapa nei mesi scorsi si era scatenata una vera battaglia Politica, con i conservatori italiani impegnati a dar vita ad una macchina del fango che ha ferito gravemente il settore. Ma gli antiproibizionisti, ancora una volta, sono riusciti a mantenere il sangue freddo e a vendere cara la pelle.

Culmine della contesa fu raggiunto quando l’allora Ministro dell’ Interno Matteo Salvini, in evidente affanno dal punto di vista della sua strategia di comunicazione dell’odio, provò a fare cassa elettorale ai danni del settore della cannabis .

Pochi giorni più tardi, la tanto attesa sentenza della cassazione che doveva fare appunto luce sulla questione generò  ancora più disordine e apprensione tra i tanti commercianti, già con l’acqua alla gola, che speravano in un po di ossigeno, che verrà loro totalmente negato quando due mesi più tardi la stessa Cassazione motivò la sentenza: da un lato la doccia fredda del proibizionismo, dall’altro un invito al Legislatore a porre un definitivo rimedio all’incertezza.

Molte saracinesche furono abbassate in quei tremendi mesi di paura, ma pian piano diversi produttori,negozianti e attivisti presero coraggio e, sulle orme di Henry David Thureau, diedero vita ad encomiabili forme di disobbedienza civile.

In gioco non c’erano solo affitti,stipendi e tutto ciò che ruota attorno al sistema economico, quello per cui si lottava ( e si continuerà a a farlo ) era molto più importante: l’affermazione di un diritto, negato da chi ha giurato sui valori della Costituzione.

Fortunatamente il nostro sistema politico è anche in grado di correggere il tiro, grazie alla lungimiranza dei nostri Padri Costituenti che sono riusciti a creare una macchina in grado di auto-democratizzarsi quando i tempi diventano più bui. La notte scorsa nelle buie stanze del Senato un emendamento è stato approvato ed inserito all’interno della prossima legge finanziaria. Le firme in calce sono dei senatori Mollame, Mantero, Sbrollini, De Petris, Cirinnà e Nugnes e il titolo del documento non lascia dubbi a riguardo: “Nuove disposizioni in materia di canapa”.

Il suo obiettivo mettere la parola fine ad una stagione fatta di incertezze giurisprudenziali che nel tempo hanno davvero messo a rischio il settore agricolo della canapa, dove una buona parte del paese aveva riposto le speranze.

Si parte dall’utilizzo della sostanza come biomassa per arrivare poi ad inquadrare anche i negozi che vendono cannabis light. La nuova norma prevede una tassazione di 0,4 euro per grammo sul prodotto finito ma fa anche chiarezza per quanto riguarda le quantità di thc da rispettare: deve essere tassativamente inferiore allo 0,5%.

Ma cosa forse più importante di tutte l’emendamento aggiunge che della cannabis non è solo possibile la coltivazione ( già prevista dalla legge 242 del 2016) ma anche la vendita, cosa che pone fine ad una delle principali incertezze a cui molti proibizionisti si erano appellati per dare l’estrema unzione al settore.

Non stiamo ovviamente parlando di un emendamento storico, storica è semmai la situazione del nostro paese e la lotta antiproibizionista fuori dai palazzi, ma con l’intervento ( e la tassazione) dello Stato, si afferma un principio: viene riconosciuta la liceità della condotta di migliaia di onesti commercianti.

“L’ora più buia è quella che precede l’alba” recitava Paulo Coelho, ma se questo è vero per i tanti commercianti che finalmente potranno aprire le saracinesche, senza il terrore di concludere la giornata in questura, non lo è per il movimento antiproibizionista.

Per noi questo deve essere un mattone su cui porre le basi, una prova generale che testimonia quanto è possibile fare in tempi di incertezza, ma la nostra alba non si esaurisce qui.

Un passo alla volta bisogna liberare la cannabis tutta dalle catene del proibizionismo, cosa possibile solo con unità e coordinamento, quindi: via gli slogan, via i piccoli circoli intellettuali e alle lotte per affermare se stessi e il proprio portafogli, via i movimento autoreferenziali che disgregano per mero interesse personale il movimento, adesso è l’ora di iniziare a costruire qualcosa di veramente storico…

 

… Antiproibizionisti di tutta Italia, unitevi!