tabacco e marijuana gli effetti sull'organismo

In Italia il 90% dei consumatori abituali di cannabis utilizza il tabacco nei proprio spinelli, ma quali sono gli effetti della nicotina unita alla marijuana nel nostro organismo?

Quello di marijuana e tabacco è un accostamento consuetudinario legato a una gestualità unica che culmina, nella cultura di massa, con l’apertura della sigaretta per ricavare il tanto consumato materiale tritato tendente al castano. Veicolo eccellente per addolcire il fumo con note aromatiche, viene prediletto da molti fumatori per rendere la combustione più lenta e piacevole, e denigrato da altrettanti in quanto mero espediente per sopperire alla mancanza di marijuana. Ma in che modo il tabacco e il suo preminente principio attivo, la nicotina, influenzano i vostri high? E, soprattutto, rappresentano un mezzo salutare e congruente al fine? Diamo uno sguardo insieme.

Metodi di assunzione

Blunt e Spliff

blunt e spliff per assumere cannabis

Introduciamo, innanzitutto, i principali metodi di assunzione che includono l’utilizzo di tabacco nella combustione:

  • spliff: consistono in sigarette ibride formate in parte da marijuana, in parte da tabacco, solitamente in un rateo compreso tra 70:30 e 90:10. Risultano come il più comune veicolo di assunzione della miscela, grazie anche all’impiego di cartine, che li rendono una via intermedia fra i joint e i blunt. Nella variabile giamaicana indicano un semplice spinello di sola marijuana.
  • blunt: sono i padroni della scena. Avvolti in tenere foglie di tabacco e colmi di marijuana, conferiscono una fragranza dolciastra facendo del fumo un’esperienza diversa e speciale. Dall’aspetto decisamente più elegante, proprio come dei sigari, sono dotati di una combustione lenta ed esenti da filtro, conferiscono tiri più pesanti e, talvolta, più brucianti.

Scelta del tabacco

Il tabacco da impiegare è sempre una scelta peculiare di tanto in tanto trascurata. Come risaputo, vigono sul mercato molteplici qualità che spaziano dai comuni trinciati ai senza additivi. Nonostante la scelta più comune verta sui primi, conferendo un sapore analogo a quello della sigaretta da cui lo si ricava, l’ideale sarebbe affidarsi a un prodotto dal profilo fresco e di alta qualità da affiancare, capace di mantenersi leggermente umido, come potrebbe essere un Pueblo o un Natural American Spirit. Per i blunt si opta spesso per dei sigari Dutch Master, usatissimi nell’East Coast degli Stati Uniti, o dei semplici cigarillos non troppo costosi, considerando che verranno svuotati del proprio contenuto.

Effetti della nicotina sul tuo high

effetti della nicotina

Come anticipato nell’introduzione, la nicotina è un alcaloide di origine vegetale contenuto nel tabacco. Conosciuto per essere uno stimolante, agisce sul rilascio di alcuni neurotrasmettitori, come la dopamina, sviluppando una sensazione piacevole e inducendo un repentino miglioramento della memoria e dell’umore.

Interazione cannabis-tabacco

È stato appurato come l’interazione di questa sostanza psicoattiva con i principi attivi della marijuana, THC e CBD, possa creare reazioni a livello neurale talvolta sorprendenti e poco lineari. La nicotina, d’altro canto, stimola la produzione di adrenalina e serotonina in un quadro sintomatologico denominato come nicotine buzz: il cuore pompa più velocemente, la pressione sanguigna aumenta e viene provocato un’instabilità dell’equilibrio. Una sorta di spinta energetica che, nel novero degli effetti, si coniuga bene con la potente vasodilatazione causata dalla marijuana, che permette al flusso sanguigno di raggiungere il cervello speditamente, sfociando in una curiosa percezione mentale.

Livelli di THC

Uno studio condotto nel 2009 ha analizzato i livelli di THC, CBN e CBG assunti da sigarette di sola marijuana e ibride composte anche da tabacco. I risultati, ottenuti attraverso uno strumento in piccola scala per estrarre il fumo (small-scale smoking machine) e analizzati mediante una cromatografia liquida ad alte prestazioni, sono stati sorprendenti: il livello di THC inalato da sigarette composte dal 25% da cannabis e il restante da tabacco ammontava a 58.90 +/- 2.30 mg/g, ben 45% in più rispetto ai 32.70 +/- 2.29 mg/g delle sigarette di sola marijuana. In conclusione, dunque, è stato assodato come il tabacco sia capace di influenzare i livelli di THC riuscendo ad aumentare l’efficienza di vaporizzazione.

Di controparte, nei primi mesi del 2017, uno studio clinico conseguito su 24 consumatori abituali di cannabis, sottoposti al consumo di sigarette ibride e non, ha sfatato quella che si era mutata in una diffusa credenza popolare, non solo registrando nessun rilevante aumento dei livelli di THC, ma anche mostrando gli effetti sul battito cardiaco e la pressione corporea di una combinazione tanto comune quanto dannosa.

Effetti del tabacco sulla salute

Una consuetudine tramutata in sacralità, come quella di tabacco e cannabis, rappresenta per molti un rito, che però mimetizza i rottami di un sistema antiproibizionistico fallimentare. Secondo un recente Global Drug Survey circa il 90% dei consumatori abituali di cannabis in Europa utilizza il tabacco nei propri spinelli, rispetto a un misero 8% in America, dove si preferisce dare spazio a mezzi più salutari ed efficienti, come la vaporizzazione.

Un dato che evidenzia quanto questi siano esposti ai danni del tabagismo, aumentando esponenzialmente il numero di sostanze cancerogene che assumono durante la combustione. Nonostante le proprietà antitumorali della cannabis stessa, infatti, essi potrebbero aumentare in maniera considerevole il rischio di sviluppare patologie come cancro ai polmoni, asma, fibrosi ed enfisema polmonare, oltre che una probabilità maggiore di divenire dipendenti dalla nicotina, malgrado la capacità del CBD di mitigare i sintomi dell’astinenza.

Giusto chiedersi: qual è la via più efficace per dissociare il consumo di cannabis da quello di tabacco? Seguendo le tracce di Stati Uniti e Canada, stati ove il consumo di cannabis non è subordinato a una becera etica ma a una ragguardevole presa di coscienza verso i bisogni dei consumatori, si deduce che il problema affonda le sue radici ben più in basso della questione legalizzazione. Un’informazione parziale e fuorviante è responsabile di un ingiustificato disdegno sociale, accompagnato da una mancata conoscenza dei prodotti che concernono l’uso di cannabis. La divulgazione efficace è compresa in una sfera interna al rispetto delle scelte individuali e facendo dei rischi un punto chiave della comunicazione, rende noti i punti da seguire per soddisfare le proprie necessità in sicurezza, senza limitarsi ad avversarli.

Proprio quella che, in questi paesi, affiancata da una feroce commercializzazione di strumenti di consumo più appropriati, ha permesso una genuina consapevolezza collettiva.

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